{"id":1937,"date":"2006-05-27T20:40:00","date_gmt":"2006-05-27T20:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.socialwatch.org\/?p=1937"},"modified":"2025-11-27T20:43:40","modified_gmt":"2025-11-27T20:43:40","slug":"social-watch-rapporto-2006-architettura-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.socialwatch.org\/es\/2006\/05\/social-watch-rapporto-2006-architettura-impossibile\/","title":{"rendered":"Social Watch Rapporto 2006 - ARCHITETTURA IMPOSSIBILE"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"166\" height=\"221\" src=\"https:\/\/www.socialwatch.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/image-50.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1938\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Related Documents<br><\/strong><a href=\"https:\/\/www2024.socialwatch.org\/node\/9298\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Social Watch Report 2006 - Impossible Architecture<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Download the complete \"<strong><a href=\"https:\/\/www2024.socialwatch.org\/sites\/default\/files\/pdf\/en\/sintesiswitalia2006_ita.pdf\">Social Watch Sintesi Rapporto 2006<\/a>.&nbsp;<\/strong><strong>ARCHITETTURA IMPOSSIBILE<\/strong>. PERCH\u00c9 LE STRUTTURE FINANZIARIE NON FUNZIONANO PER I POVERI E COME RIDISEGNARLE PER L'EQUIT\u00c0 E LO SVILUPPO\" in one file.<br><strong>Social Watch Rapporto 2006<\/strong><br>ARCHITETTURA IMPOSSIBILE<br>PERCH\u00c9 LE STRUTTURE FINANZIARIE NON FUNZIONANO PER I POVERI E COME RIDISEGNARLE PER L'EQUIT\u00c0 E LO SVILUPPO<strong>Riprogettare l\u2019architettura finanziaria<\/strong><br>Introduzione<br>di&nbsp;&nbsp;Roberto Bissio<br>* * *<br>La maggioranza dei cittadini del Nord crede che una parte sostanziale delle tasse che pagano venga devoluta ai paesi poveri sotto forma di aiuto, prestiti agevolati, benefici negli scambi commerciali e di cosiddette cancellazioni del debito, e che, se la povert\u00e0 persiste, ci\u00f2 deve essere in qualche modo attribuito alle stesse popolazioni povere, a causa della loro pigrizia, ignoranza o a qualche effetto del clima tropicale, o ancora ai loro governi inefficienti e corrotti.D\u2019altro canto, i cittadini del Sud del mondo vedono fuoriuscire i soldi dai loro paesi sotto forma di pagamento del debito estero con interessi, relazioni commerciali non eque e profitti altissimi ricavati illecitamente dalle loro economie da parte di multinazionali straniere.Tassi d'interesse sugli investimenti del 25-30% annuali non sono fuori dal comune in Africa! Canali sotterranei, invisibili per i cittadini del Nord o del Sud, deviano enormi quantit\u00e0 di denaro verso i paradisi fiscali e le reti del fisco catturano facilmente i piccoli pesci, ma lasciano passare, indenni, gli squali. Le due istituzioni inter-governative globali che dovrebbero presiedere alle finanze mondiali e regolare il loro flusso fanno l\u2019opposto di ci\u00f2 che ci si aspetterebbe da loro: invece di canalizzare i soldi verso lo sviluppo, la Banca Mondiale riceve pi\u00f9 dai paesi in via di sviluppo di quanto essa gli dia. Invece di assicurare la globale stabilit\u00e0 finanziaria, il Fondo Monetario Internazionale si augura una crisi finanziaria o altrimenti non avrebbe i soldi sufficienti per pagare il proprio personale. L\u2019attuale architettura finanziaria globale, perci\u00f2, assume le sembianze dell\u2019impossibile edificio progettato da MC Escher nella sua celebre acquaforte \u201cWaterfall\u201d, dove l\u2019acqua che sembra cadere, in realt\u00e0 cade verso l\u2019alto, opponendosi ad ogni regola della logica.Per mettere un po\u2019 d\u2019ordine in questa architettura impossibile, nel marzo del 2002 si \u00e8 riunito un vertice intergovernamentale a Monterrey, Messico, per parlare di \u201cFinanziamento per lo Sviluppo\u201d. Poco prima, L'Organizzazione Mondiale del Commercio aveva lanciato un \u201cCiclo per lo sviluppo\u201d (\u201cDevelopment round\u201d) di negoziazioni commerciali a Doha, la capitale del Qatar e subito dopo gli attacchi dell\u201911 settembre contro gli Stati Uniti che scossero il mondo, questi discorsi promettevano un nuovo progetto per l\u2019 economia mondiale. I sistemi commerciali e finanziari riformati avrebbero dato la possibilit\u00e0 ai poveri di uscire dalla loro situazione. Con qualche aiuto aggiuntivo e con la cancellazione del debito dei paesi pi\u00f9 poveri, verrebbe raggiunto, nel 2015, un progresso sociale sufficiente per portare avanti con successo l\u2019insieme di scopi sociali di base stabiliti dagli stessi leader nel 2000 per \u201csostenere i principi della dignit\u00e0, dell\u2019uguaglianza ed dell\u2019 equit\u00e0 umana a un livello globale1\u201d.Il Monterrey Consensus del 2002 afferma che \u201cogni paese \u00e8 responsabile del proprio sviluppo ed \u00e8 cruciale che le strategie di sviluppo appartengano ai singoli paesi interessati. Lo sviluppo richiede, tuttavia, pi\u00f9 che semplice aiuto: implica, infatti, che le forze congiunte mobilitino le risorse domestiche, le questioni commerciali, i problemi del debito e la riforma dell\u2019architettura finanziaria internazionale2.\u201dDa allora sono passati quasi cinque anni e Social Watch giudica quegli impegni troppo importanti per poterli ignorare. Dal 1996 le coalizioni di Social Watch in giro per il mondo hanno annualmente registrato i dati relativi alla povert\u00e0, al equit\u00e0 di genere e alle politiche dei governi che incidono per il meglio o per il peggio sul destino della maggioranza vulnerabile e non privilegiata della terra.Il rapporto del Social Watch 2006 guarda ai mezzi per attivare le politiche di sviluppo. Lo sviluppo avviene a livello locale ed \u00e8 una responsabilit\u00e0 nazionale. Le coalizioni nazionali del Social Watch, osservando i propri stati dall'interno, trovano una variet\u00e0 di ostacoli e di motivi per cui le risorse non sono sempre laddove ce ne \u00e8 bisogno. I risultati sono l\u2019essenza di questo rapporto, poich\u00e9 forniscono la prospettiva dal basso delle persone che lavorano con le associazioni e i movimenti della societ\u00e0 civile. Questo non \u00e8 un rapporto commissionato. Ogni capitolo nazionale del Social Watch \u00e8 composto da organizzazioni e movimenti che tutto l\u2019anno si occupano di temi sullo sviluppo sociale. Si incontrano una volta all\u2019anno per valutare le azioni governative e gli esiti.<br>I loro risultati non sono intesi come semplice analisi, ma sono usati per attirare l\u2019attenzione delle autorit\u00e0 verso questi temi e per dare una forma migliore alle politiche a favore dei poveri e delle donne. L\u2019enfasi e le priorit\u00e0 di ogni rapporto del capitolo-paese, quindi, sono state decise dalle stesse organizzazioni che conducono l\u2019indagine. Per permettere l\u2019uscita del rapporto, ogni gruppo raccoglie i propri fondi, la maggior parte dei quali vengono investiti dopo essersi consultati con i movimenti sociali per raccogliere prove e convalidare i propri risultati. E non si astiene dal criticare le autorit\u00e0, le politiche, le elite o i sistemi di governo nazionali qualora lo ritengano necessario. La voce di punti di vista critici aiuta a migliorare il processo democratico. Ma anche quando i rapporti scoprono che molto pu\u00f2 e ha bisogno di migliorare in casa, allora mirano a evidenziare gli ovvi vincoli internazionali che non possono essere risolti al livello nazionale.La sezione internazionale del rapporto, informata dal lavoro di importanti reti di ONG, mette in luce tali questioni. Alcune di esse, come l'aiuto allo sviluppo, il commercio e il debito, sono state al centro di grandi campagne internazionali. Altre, come il la fuga di capitali, l\u2019evasione fiscale, il commercio fraudolento intra-gruppo di multinazionali e la stessa gestione delle istituzioni finanziarie internazionali devono ancora uscire dall\u2019esclusivo dibattito degli esperti per raggiungere la consapevolezza dei cittadini comuni. Ma essi fanno tutti parte della stessa architettura che necessita urgentemente di essere riprogettata.Il motivo di tale cambiamento emerge con drammatica chiarezza dall\u2019attenta analisi di indicatori sociali in varie parti del mondo, il che d\u00e0 vita alla sezione del rapporto dedicata alle statistiche. \u00c8 accurata, ma non lo \u00e8 sufficientemente da poter affermare che ai livelli attuali del progresso, gli Obiettivi di sviluppo del Millennio non potranno essere raggiunti entro il 2015. Ci\u00f2 che dovrebbe recar vergogna ai leader del mondo, che concordarono tali obiettivi, \u00e8 la prova che su interi continenti ci vorranno uno o due secoli per portarli a termine!Tali tendenze possono essere stravolte. Questo rapporto offre idee su come raggiungere ci\u00f2 che \u00e8 possibile. Non sono particolarmente originali o rivoluzionarie: \u00e9 semplicemente senso comune il fatto che le tasse andrebbero pagate da tutti e che coloro che possiedono di pi\u00f9 e guadagnano di pi\u00f9 dovrebbero pagare di pi\u00f9. Ma in un\u2019economia globalizzata, questo pu\u00f2 essere raggiunto solo se i governi coordinano le loro forze. Certo, probabilmente ci\u00f2 implicherebbe l'organizzazione di un nuovo vertice delle Nazioni Unite per le finanze. Perch\u00e9 mai dovrebbe avere successo quando in passato cos\u00ec tante consultazioni globali hanno fallito? Perch\u00e9 l\u2019architettura attuale \u00e8 \u201cimpossibile\u201d sia nel senso che non \u00e8 pratica, sia nel senso che \u00e8 non \u00e8 sostenibile.\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.1. United Nations Millennium Declaration, Risoluzione A\/55\/2 adottata dall\u2019 Assemblea Generale nel settembre del 2000.<br>2. United Nations, Report of the International Conference on Financing for Development; Monterrey, Mexico, 18-22 March 2002 (A\/CONF.198\/11).Roberto Bissio<strong><em><br>Coordinatore Internazionale Social Watc<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Download the complete \"Social Watch Sintesi Rapporto 2006.&nbsp;ARCHITETTURA IMPOSSIBILE. 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